



21 marzo 1981 - 20 marzo 2011: una traccia lunga trentanni ovvero il sentiero dell'Amicizia
E' davvero un piacere pensare di essere un ospite a questo avvenimento. Trentanni dopo, la viperetta carsolina sbucherà tra la folla presente per mettersi in mostra: o sotto il tendone o in caserma "C'era una volta... il confine" verrà esposta per la prima volta anche in Slovenia. Ci siamo, il primo passo oltrefrontiera è stato fatto. E non solo, martedì 22 sarà spettatrice anche nella sala Culturale del comune di Hrpelje-Kozina della celebrazione ufficiale della ricorrenza dove si raduneranno autorità di rilievo, non solo tutti i sindaci dell'aria confinaria ma anche il ministro degli affari esteri sloveno... le vie del Carso non hanno confine ed è una soddisfazione essere uno degli artefici... Ecco il programma di domenica 20 marzo 2011:
Camminata lungo il sentiero dell’amicizia con ritrovo alle ore 11 a Botazzo dove è prevista una sosta culturale. Risalita a Beka dove si concluderà la camminata e dove alle ore 13 inizierà un programma di festeggiamenti. La manifestazione avverrà sotto a un tendone nello spazio vicino alla ex caserma.
All’inizio dell’anno sembrava quasi una bravata, una di quelle sparate fatte solo per farsi importante, per smuovere le acque con la consapevolezza che però nulla si sarebbe avverato. Un’idea, una sua materializzazione in un progetto scolastico; una rigida decisione ufficiale lo limita a puro volontariato, ma va bene anche così, una costanza che si tramuta in testardaggine perché alla fin fine l’idea si realizzi… Cuccioli, 12 -14 anni spudorati, un’enorme voglia di essere liberi e nello stesso momento un urgente bisogno della protezione calda degli adulti importanti… E noi insegnanti, se lo siamo per davvero, facciamo parte di quegli adulti importanti… In classe la proposta è accolta in massa attraverso gli occhi entusiasti, smorzata quando è mediata dai genitori. E infatti il numero di adesioni si ridimensiona, per fortuna: 46 sarebbero stati un po’ tanti. Due classi, due entità diverse, due cuori a se stanti, ma dove c’è più bisogno c’è più adesione…Qualcuno ha paura, si impunta sull’entusiasmo dei genitori, ma preso dolcemente per mano, scioglie i propri timori e alla fine è felice di dire di sì, altri sono voglia sprizzante ma l’ansia genitoriale uccide i loro entusiasti. Io posso poco a riguardo, ma almeno loro sanno che ho tentato e silenziosamente, mestamente son costretti a dir di no… una scuola, tanti modi di insegnare, uno va fuori da tutti gli schemi, uno dice MTB. E’ una scuola che pur essendo ancora volontariato puro, è un far scuola genuino, diretto, che vuole portare ai ragazzi anche la vita e toglierli dai play games… Sabato mattina, bora forte, temperatura strong, un fine febbraio che raggela l’animo… Sono tutti là, puntuali. Primo appuntamento, lezione teorico-pratica sulla meccanica, quindi tutti dentro, al caldo. Una ventina di anime assieme alla propria bici per la prima volta a scuola di sabato. I teloni sono presto stesi nell’ampio atrio delle elementari. Seduti sulle sedie presenti, aspettano silenziosi che il sipario si alzi. Nell’aria c’è una voglia nuova, qualcosa che in classe è difficile da ottenere, è interesse puro, curiosità, voglia di imparare. Il silenzio con cui assistono sia alle parole introduttive sia a quelle storiche è già una conquista, ma quando la cosa si fa pratica allora la marcia ingranata sale di potenza: gli occhi parlano per il cuore, il silenzio è religioso, guai perdersi una parola. Gli amici accompagnatori presenti rimangono di sasso: nessuno fiata, nessuno interrompe, tutti cercano di immagazzinare più dati possibili. Loro sanno che io sono là, ma tutti mi sentono come un’amica speciale che sa fare anche altro e non solo italiano, storia e geografia, una che attraverso una bici trasmette loro il suo affettuoso spintone verso il mondo. Essere autonomi vuole dire anche sapersi cambiare la camera d’aria in caso di foratura, vorrà dire saper guidare il proprio mezzo in modo corretto ma soprattutto rispettando l’ambiente e le persone che incontreranno per strada. Meravigliosa la piccola Mara, chiave da 14 in mano, dimostra una grinta che normalmente nasconde; mitico il silenzioso Niko che alla fine da solo fa entrare quel maledetto copertone dentro al cerchione; api operaie le donnine presenti che con una classe naturalmente diversa dai compagni maschi si aggiustano la ruota come se fosse il loro beutycase; un Diego irriconoscibile si dà da fare in senso collegiale…e via dicendo, nessuno escluso. La mattinata passa in un lampo. Quando tutti se ne sono andati, un po’ dispiaciuti per come sia volato il tempo senza dar la possibilità di andare a pedalare, mi rendo conto che anche questo è scuola… e che scuola!!! La pres.
(Grazie Alce, Andrea, Fabieto e Tullio, consoci del Gruppo Vulkan MTB - CaiSag Trieste, per aver aderito e creduto in questa iniziativa)
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| Linee Vertikali18-02-2011--Ferdinandeo |
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| Linee Vertikali 19-02-2011--S.Lorenzo |
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| Linee Vertikali Beka 20-02-2011 |


Cari amici, incominciamo a dar notizie su quanto ricevuto sinora rispetto al menu delle Linee Vertikali perchè ci sembra il caso di comunicare a tutti quello che è già in preparazione per gestire meglio possibile il nostro mega pranzo che, se avrà una presenza collettiva, potrà arri
presso il RistoPub "IL RIFUGIO"
Ripresa da una giornata ovattata, con un recupero lento e graduale, mi ritrovo fra le mani un Dvd che già dall'incartamento si presenta a dir poco attraente, fatalistico nel suo aver in copertina proprio la foto vincitrice del concorso fotografico. Lo avvio nel mio Pc e ben presto mi incanto a guardare le immagini che scorrono, alternate a piccoli pezzi di video, accompagnate da un azzeccato sottofondo musicale... 19 dicembre, B3: neve, freddo ma una bella folla alla partenza...neanche un mese fa e già ricordi, immortalati però in una visione che per buoni 12 minuti riproietta nel passato e fa rivivere un evento nella sua massima emozione. Un gentile omaggio del caro Alessandro Mahnic, nuovo entusiasta fan dell'associazione.

Giornata un po' strana, oggi, non solo perchè è il 6 gennaio, ma perchè mentre correvo in valle ho sentito un vuoto interiore, qualcosa di strano, mi sono sentita osservata... era come se una forza mi richiamasse verso destra. Ho voltato gli occhi e di colpo tutto era chiaro: il monte Carso pareva triste, solo, abbandonato. Un velo di malinconia dovuto a un taglio netto: le mete di allenamento sono cambiate, ho ripreso a vedere nuovi orizzonti, a sentire le gambe sciogliersi sotto spinte molto meno verticali. Eppure mi sento migliorata, in salit
a non mi fermo più, anzi a volte riesco pure a spingere maggiormente proprio là dove prima mi bloccavo...a questo pensiero sorrido e ringrazio: un anno di tanta salita ha dato i suoi frutti. Allora mi giro felice e mi inchino alla forza di quella cima vissuta l'ultima volta venerdì 17 dicembre con l'immancabile Alce, avvolti da una splendida nevicata...

Trovare una persona che potesse essere adatta ad aiutarci nel classificare le nostre fotografie ci pareva all’inizio un compito affatto semplice. Ma guardando un quadro appeso in soggiorno, una fotografia che sa di Rosandra, mi è venuta improvvisa l’ispirazione: nonno Berto!!! Il famigliare e affettuoso appellativo altro non è che Umberto Vittori, padre di Bobo, che ha dedicato buona parte della vita a curare la sua passione per la fotografia. Ed ecco ben presto momenti espositivi che l’hanno fatto conoscere ai più, con visioni non solo locali bensì pure internazionali. Dal suo inizio, anno 1969 alla Galleria Barisi con una prima personale, a Bucarest (Romania) nel 1982 con Trieste e il porto; a New Jork, Galleria Keith de Lellis, dove gli vengono acquistate dieci opere nel 1999, a Kranjska Gora nel 2004 (Slovenia) per Senza Frontiere, assieme ad un fotografo austriaco ed uno sloveno, a Szombathely (Ungheria) nel 2008 con“Joyce in Ponterosso e dintorni”, una ricostruzione della vita dell’autore; per non parlare delle innumerevoli esposizioni in campo triestino e più in generale italiano. Cosa dire quindi di “Nonno Berto”? Forse può bastare come credenziale la sua appartenenza al Circolo fotografico triestino da circa 45 anni. (foto F. Fabris)
PS: i risultati del concorso, con le relative premiazioni, verranno resi noti il giorno 14 gennaio 2011 durante la festa finale all'anno del monte Carso 2010.