Per spezzare l’attesa della prossima avventura de 'Le Vie del Carso' pubblichiamo uno scritto di emozioni dell’Ultra-Lara
Le Vie di San Francesco
…
Finalmente sono riuscita a chiudere una ultra con le mie forze e ora posso dirlo, son felice:
la VSF "Le Vie di San Francesco", 130 km e 5000 metri di dislivello positivo,
gara appartenente ai Campionati Italiani IUTA 2013 (e 4 punti per la UTMB).
Partenza di 100 trailers sabato mattina alle 7 da Attigliano.
Non conoscevo l'Umbria e questo trail mi ha fatto scoprire un pezzo di terra magica che mi ha stregato!
Percorso vario, a tratti tecnico a tratti morbido...sali scendi collinari su carrarecce e sentieri, attraverso boschi, uliveti...
terreno di tufo reso fangoso dalla pioggia battente nelle prime ore,
guadi da attraversare… il mio terreno carsico...le mucche...
un monte ricordava pure il "nostro" Monte Maggiore (monte della Croazia con sguardo sul Quarnero ) e lì con la luce radente del tramonto mi son sentita a casa.
...favolosi i ristori in paesini caratteristici di pietra arroccati sulle colline...
Ho camminato-corso su un percorso non proprio mio... per circa 90 km con sorpresa mi sono ritrovata ad essere seconda donna!
Poi mi sono ascoltata e ho dormito 1 ora o forse più... ho trovato un sacco di iuta e ho scoperto che è un ottima coperta...
pensavo di non riprendere, invece il mio corpo mi ha ripagato della sosta e mi ha permesso di terminare la gara in forma...
Ho camminato per i restanti km a passo spedito sotto un cielo stellato e la luna...
poi la nebbia, il canto dei galli, degli usignoli (ma erano proprio loro?!),
il latrato dei cani in lontananza, il profumo del sottobosco, l'odore del fango hanno creato ulteriore varietà al percorso notturno.
Simpatica la compagnia di Emanuele, gran camminatore instancabile.
E alle luci dell'alba di domenica sono arrivata (24 ore e qualcosa... dimentico sempre di guardare l'orologio e di stopparlo!)...
medaglia di legno e pure premiata con una semplice e bella scultura in legno raffigurante Orvieto e il suo Duomo!
Aggiungerei che eravamo in due a portar "bandiera triestina" in territorio umbro:
io ed Enrico Viola che, dopo aver vinto i Magredi (160 km) la settimana prima, qui è arrivato secondo
Organizzazione ottima, persone splendide, sorridenti solari e calorose lungo il percorso e ai ristori!
Prox anno prevista la 100miglia con arrivo ad Orvieto, città favolosa!
Grazie Umbria, terra da sogno!…
Lara Cicutin
ASPETTANDO LA PROSSIMA SFIDA!!!
Mentre ci si sta avvicinando sempre più alla presentazione della nuova avventura invernale, l'amico Roberto Giacomini scalda l'attesa con queste sue riflessioni africane.
I Colori dell’ Atlante
Dopo le notti stellate con la mezzaluna ed il canto del muezzin, sono salito sopra un oceano di nuvole bianche, ho attraversato i rossi villaggi berberi in verdi valli incassate nei canyon grigi, ho corso sul greto viola di un torrente azzurro …
Giunto in una valletta coi bianchi cavalli che galoppavano ai bordi di un ruscello, ho affrontato quota 3600 in mezzo al vento che soffiava gelido, sono sceso a precipizio nel buio di un sentiero sassoso, attraversato la Chamonix dell’Atlante nel cuore della notte per poi finalmente, dopo uno splendido sentiero nei boschi di ginepro, vedere le bandiere che garrivano al vento, qualche incitamento in francese, la corsa in discesa verso il traguardo …
I FATTI
Sono andato a fare l’Ultra Trail dell’Atlante Toubkal (UTAT), 105 km (ma erano di più, forse 115 km), 6500 m dislivello, quota di partenza (Oukaimeden) 2500 m. quota massima 3600, quota minima 1500, nr. 3 ristori solidi + 2 liquidi (+ 1 punto vendita coke dei ragazzini berberi su una cima …), vari punti di soccorso (essenziali), atmosfera unica, sembrava di essere in Mongolia, Turkestan, Siberia …
ho tirato un po’ troppo nelle prime salite (30 km) e poi ho pagato … non ho mangiato a sufficienza all’inizio, ma poi ho recuperato …, mi si è spenta la bellissima frontale di Sabrina, ed ho dovuto usare il lumicino di riserva …
nella notte ho perso la strada due volte, ma poi l’ho ritrovata … a 3600 m (erano le 24:00) mi si sono appannati gli occhiali ( e non potevo farci nulla …) sono caduto più volte in discesa (come tutti …) ma è stato tutto molto, molto bello, sono contento !
sono arrivato 96° su 170 circa iscritti, 148 arrivati, in 28h 30’, il primo (un francese) è arrivato in 12h 50’ … Poi sono sceso a Marrakech (ma questa è un’altra storia …)
Roberto
Ultimi due giorni di scuola al Grego
Ore 5.50 e sono nell’atrio della stazione centrale. La
sveglia stamattina ha suonato molto presto, lo zaino pronto aspettava
impaziente, una sistemata veloce ed ero nel chiaro dell’alba. Due professori
,due zaini, uno scooter e si arriva a destinazione. Ci sono già tanti, tutti
con un sonno eccitato sulla faccina. I genitori si tengono alla larga, timorosi
quasi di invadere quell’atmosfera di timido complotto formatasi quasi
immediatamente. Sono tutti con gli zaini, meno male, anche se talvolta un po’
troppo pancioni. L’abbigliamento, in generale, è pure da gita, quasi da
montagna. Qualcuno è impeccabile, si vede che conosce già lo stile montanaro….
Saliamo nello scompartimento scortati da sguardi preoccupati che inviano le
ultime raccomandazioni a chi sembra quasi non accorgersene più. 6.05, il
regionale per Carnia si muove lentamente dalla stazione, accompagnato da tante
mani alzate per gli ultimi, oramai inutili saluti. Siamo quasi solo noi per un
bel pezzo in questo treno di pendolari che appena dopo Cervignagno inizia a riempirsi
soprattutto di studenti: Udine e Gemona le mete più gettonate. Venzone è
davanti a noi, con il suo centro ancora segnato da tristi ricordi tettonici. Il
cambio a Carnia per salire sul pullman delle ferrovie e iniziare a spingerci
nel cuore delle montagne. La profonda val del Ferro e la val Canale si
schiudono pian pianino davanti a noi. Le prime vere cime iniziano ad
avvicinarsi, la val Bruna ci accoglie con un tiepido sole dopo tanti giorni di
pioggia. L’autista della Saf è pronto, tutto per noi, 10 minuti e siamo in
testa alla Saisera. Il buongiorno ci viene dato dai fratelli Nabois, il piccolo
e il grande e soprattutto dalla regina della vallata, la nord del Jof del
Montasio che si impone ancora molto bianca, nonostante giugno sia già arrivato,
sopra la sua testata. I ragazzi sono frizzanti, come l’aria che ci circonda,
felici di essere arrivati in questo luogo, per una gita scolastica che portasse
in sé gli ultimi due giorni di scuola. Mollare le ancore dal porto di Altura,
dove tutti gli altri compagni erano nelle classi ad aspettare l’ultimo
campanello, è stato motivo di euforia. Una gita voluta con i denti da tutti, io
per prima, che ho combattuto avversità di ogni genere per riuscire a trovarmi
qua con loro. Con me un collega diverso da quello che doveva esserci, ma non importa; non c’è Paolo, la
nostra usuale guida escursionistica del CaiSag di Trieste, fermato da acciacchi
di salute, ma non importa. L’importante è esserci e con il sole! Dopo sosta
merenda e prima ricognizione del luogo con cartina alla mano, si parte, si
inizia a salire: 17 ragazzi in rigorosa fila indiana, dapprima dietro al mio passo e poi guidati a turno da uno di
loro che doveva orientarsi leggendo in loco i segni orientativi. Alcuni hanno
pure sbagliato traccia, ma è stato un bene, perché sbagliando si impara e poi
con questo trucchetto siamo arrivati nella piana del rifugio fratelli Grego
senza quasi accorgersene. E quasi puntuali con il tempo indicato dai cartelli
Cai. La gioia dei ragazzi è vera, immediata quando, provati dalla salita, hanno
visto sbucare il tetto rosso del rifugio: vuole dire fine della fatica. Il
tempo ci assiste ancora per un po’ ma è instabile e quindi come è tipico in
montagna, al pomeriggio arriva pure un bell’acquazzone. Dopo l’acqua c’è tempo
per una ricognizione della zona, del laghetto e della sella di Sompdogna, tante
foto e tante grida, sorrisi e scherzi. Solo un neo: Ester sta male, ma non vuol
mollare. Chiusa nella sua giacca, berretto in testa ci segue assente e col triste
presagio di ciò che sarà di lei nelle prossime ore. E infatti al rientro è bianca, piena di
brividi, da quasi 39 di febbre. Quindi un bel te, e subito a letto. Gli altri
cenano e poi ancora, con le ultime luci del giorno sulle pareti rocciose
davanti a noi, con un bel evidenziatore colorato, ripresa pratica, sulle
fotocopie della cartina geografica del luogo che ognuno aveva con sé, di quanto
visto oggi. Un salame al cioccolato by prof da suddividersi e una candela sulla
quale abbiamo soffiato tutti per spegnere definitivamente il primo anno di
scuola media danno un tocco dolce alla serata. Ed ecco finalmente il cielo
notturno, meno stellato da quello che si sperava, ma sufficientemente luminoso
per trovare le maggiori costellazioni al canto delle canzoni di Riki Malva
cantate a squarciagola da Seba. Il santuario del Lussari emana sensazioni di
pace e sono queste che accompagnano probabilmente il sonno profondo dei ragazzi
e del prof. Fabio in un camerone e della ragazze e della prof Nadia nel
sottotetto.
L’alba, ancora una volta, ma ora sono circondata dai monti.
Sento pulsare vivo il tempo imprigionato in queste calcaree pareti rocciose,
testimoni impassibili della lunga e tormentosa storia degli uomini… trincee,
fortificazioni, fortini simboli di guerre, di morte, di inverni impossibili… e
sarà proprio questa la meta della nostra giornata, il Jof di Sompdogna,
roccaforte militare di inizio Novecento. Alleggeriti negli zaini, i ragazzi
partono dal rifugio a piede leggero, pieni di aspettative, Ester purtroppo è
rimasta ad aspettarci in rifugio. Il sentiero 610 sarà il nostro compagno di
ascensione. All’inizio si presenta burbero, ripido da togliere il fiato anche a
questi chiacchieroni indefessi… io in testa a battere il ritmo di salita,
Fabio in coda a sorreggere i più lenti. Man mano che saliamo la vegetazione
cambia, la vista si apre ma non tanto da far scoprire la sorpresa finale. Tratti
di sentieri sono ancora innevati, bisogna stare attenti, e i ragazzi sono
iperattenti, ascoltano senza indugio quanto viene loro insegnato e detto. Come
ieri, nei tratti più difficili il primo aiuta il secondo, il secondo il terzo e
via andare. Lentamente siamo quasi in cima e come ogni grande impresa che si
rispetti ecco il premio finale: nel suo massimo splendore si apre davanti i
loro occhi la nord del Montasio, proprio quella che ieri, a fondovalle sembrava
una semplice paretina. Ho cercato di prepararli, di anticipare loro la bellezza
di quello che avrebbero avuto davanti agli occhi ma non occorrono parole, basta
guardare i loro volti, persi, estasiati, i loro occhietti lucidi di emozione
sono un chiaro segnale che questo gita scolastica ha avuto il massimo dei
successi…”Prof, che bello!” “Che meraviglia!” “Che spettacolo!”. Chi non è mai
stato in montagna se ne sta zitto, non riesce quasi a parlare… intime
vibrazioni profonde, che preferisce tenere tutte per sé per poi eventualmente lasciarle
trapelare a tempo debito, nella quantità voluta. Al bivacco Koflach lasciamo
gli zaini, prendiamo il pranzo a sacco e saliamo l’ultimo pezzo con il cuore
che batte forte. Il cocuzzolo verde di cima è un terrazzo panoramico a 360°: la
Dogna e la Saisera sembrano due veli asimmetrici di uno stesso vestito che si
annodano sulla croce di vetta. Già da ieri meravigliosi fiori bluette ci
accompagnano lungo il nostro cammino però oggi nei prati di cima ci salutano
fantastiche genziane dal blu intenso, rigorosamente lasciate al loro posto, ma
immortalate a ricordo da tanti scatti diversi. Il tempo non è più completamente
sereno, anzi pian piano si fa sempre più nuovoloso quindi è meglio sbrigarci a rientrare, anche perché
in discesa c’è bisogno di maggior attenzione.
Ci sono alcuni che improvvisamente soffrono di vertigini e quindi è
d’obbligo ancorarli tra me e la parete. Ora il primo è Fabio e in coda sono io.
Con il solito metodo di aiuto reciproco, riusciamo a superare il pezzo più
difficile e quando mi sento già più distesa grida di gioia mi investono: i
primi hanno superato le macchie di neve scivolandoci sopra e così via via gli altri
fino ad arrivare a Fabio che li aiuta a rientrare in sicura. Che strano, eppure
nessuno è stato male, anzi tutti han dimenticato i loro affanni e sono arrivati
alla grande al laghetto, senza problemi, né fatica. Che bella, questa gita, che
soddisfazioni, credo il modo migliore, per toccare con mano quanto studiato, per
salutare un anno di lavoro e dare il benvenuto alle vacanze, per crescere, per diventare
ancora più amici, per imparare a rispettare e ad amare per davvero madre natura.
E sì che menti illuminate vorrebbero abolire definitivamente la geografia dalle
scuole ovvero… tutto questo!
Foto Vincitrici - 100 giorni a Bottazzo
Riportiamo le foto vincitrici del concorso '100 scatti a Bottazzo', mentre nella pagina decicata (2012 - 100 giorni a Bottazzo) troverete la classifica finale, tutte le foto del concorso ed anche i pensieri bottazzari!!!!!
1° CLASSIFICATA ELABORATE - mauro.travan: antiche vie nuove vite
1° CLASSIFICATA ORIGINALI - .marina.postogna: tormento ed estasi
link pagina dedicata ai 100 giorni di Bottazzo
http://leviedelcarso.blogspot.it/p/2012-100-giorni-bottazzo.html
1° CLASSIFICATA ELABORATE - mauro.travan: antiche vie nuove vite
1° CLASSIFICATA ORIGINALI - .marina.postogna: tormento ed estasi
link pagina dedicata ai 100 giorni di Bottazzo
http://leviedelcarso.blogspot.it/p/2012-100-giorni-bottazzo.html
Classifica Finale Trittico (Carso-Kokos-Bottazzo)
1 ALESSANDRO
MAHNICH 573
2 NADIA
MILIEVICH 411
3 FABIO
FABRIS ALCE 379
4 GIORGIO
UDOVICI JURE 293
5 MASSIMO
CRISIANI 144
6 ROBERTO
GIACOMINI 144
7 IGOR
STOSSI 143
8 LENA
MACHNICH 140
9 STEFANO
PASSADOR 126
10 ROBERTO
FURLAN 125
11 MARINO
RUZZIER 113
12 IGOR
CEJ RUSEVEC 113
13 MARCO
BOCCIAI 110
14 NORMA
TASCHIERI 109
15 LAURA
MAIZAN 109
16 DARIO
BRACCO 104
17 LARA
CICUTIN 90
18 DAVIDE
CORTELLINO KORTEL 84
19 MAURO
SANTONI GEKO 83
20 LORETA
LUCHESI 73
21 NINA
FABRIS 49
Asparago... ci sei?
Nell'euforico ricordo della scorsa edizione, anche quest'anno
abbiamo chiamato a raccolta gli amici più vicini per una fritaiada enorme sul
nostro primo compagno d'avventura, il monte Carso. La seconda edizione della
sparasorun è nata, come sempre, con il brivido ovvero con la paura della
pioggia e del tempo freddo e incerto, ma i coraggiosi vengono premiati quasi
sempre e così sabato 13 pomeriggio ci siamo dati appuntamento a Bagnoli per
l'oramai consueto ritrovo più che sportivo godereccio. Modalità di iscrizione
uguali a quelle dello scorso anno, 2 uova a testa, ma la novità è stata nel
tempo e nelle modalità di raccolta di questo legnoso e amarognolo
stecchetto da portar su in cima: vista la ridotta crescita a causa delle
condizioni meteo fino a pochi giorni fa, il percorso sempre libero era da
concludersi in un'ora dalla partenza con il massimo possibile di nuovi germogli
da contarsi poi in cima...grande interrogativo: cosa mangeremo, frittata verde
o frittata al formaggio e salame? Il dubbio è stato presto svelato: 1400
asparagi pronti da essere spezzati e cucinati nelle solite farsore da campo
assieme a unmodesto numero di circa 100 uova, perchè, per "paura che
manchi", diversi sono arrivati con più di due uova per un totale di 25
persone . Il tempo? Una meraviglia, non si poteva sperare di meglio... e il
gioco è fatto! per la cronaca il trofeo verde quest'anno se lo è aggiudicato
Lena, con 143 pezzi, formidabile nonna del gruppo, vitale e splendida nel suo
immancabile sorriso... e adesso si prepara la festa per venerdi, dove si
terranno le premiazioni per la 100 giorni a Bottazzo! Per chi ancora non lo
sapesse casa parrocchiale di Bagnoli, ore 19, servizio di Ogun Porta Qualcossa
con relativa classifica e premio per il miglior piatto!
Ps: nella foto parte degli ultimi reduci che sono scesi con la
luce del tramonto... romanticoni
Finalmente, dopo un lungo lavoro di selezione e controllo,
possiamo pubblicare la classifica finale dei 100 giorni a Bottazzo per tutti
quelli che sono arrivati a firmare il nostro libro almeno 20 volte. Avete tre
giorni di tempo per eventuali reclami poi sarà definitiva!!!
100
marina postogna
100
nadia milievich
100
alessandro mahnich
100
andrea pozzer
100
fulvio de muja
100
lucio maraldo
99 elisabetta gregori
99 luciano comelli
91 jure
89 evgen hervat
82 michela taverna
81 andrea comari
75 fabio fabris alce
75 roberto giacomini
75 roberto giacomini
74 paola cardinale
68 marco kralj
66 stefano tonegutti
66 massimo crisiani
65 mauro travan
62 dario bracco
62 gianna visintin
55 lena mahnich
53 marino ruzzier
52 renato sancin
50 ines puzzer
50 norma taschieri
47 ariella vido
42 laura sgambati
41 luciano milievich
40 camoscio del carso
40 paolo baxa
40 stellia mauri
38 laura maizan
36 bobo vittori
36 fulvio strain
36 gabriele torrisi
36 roberto furlan
35 topo giandon
33 alberto biagi
33 rita mottadelli
31 igor stossi
30 artico
30 paolo marotta
30 susi furlani
28 andrea passerini
27 claudio sterpin
27 giuliana suplina
27 igor maclaine
26 giulio furlan
25 marco bocciai
25 mario del conte
25 massimo ferretti
25 paolo catalanotti
23 marco bertoli
22 agnese travan
22 nina fabris
22 lara cicutin
22 emanuela kobec
22 giulio de bortoli
22 poldo
22 francesco sotgiu
21 elena cattaruzza
21 geko
21 marina marchio
21 stefano passador
21 stefano ban
21 giovanni beatrice
20 kortel
20 cinzia de chiara
20 gabriella peraino
20 aurelio gaiotti
20 igor cej
20 katja giovenali
20 loretta luchesi
20 marco zarotti
20 slicka sabrina
lavori in corso!!!!
Eccoci!!!! Si sta lavorando alle classifiche finali!!!! grazie Lena e Sandro, siete stati davvero ottime spalle!!! a tra poco la magica lista d'arrivo! Ancora un po' di pazienza!...
Epilogo
Com'è diverso l'animo umano! C'è chi venderebbe anche la madre per mettersi in mostra, per salire sul carro dei vincitori e sventolare una bandiera che non gli appartiene e chi, all'estremo opposto, se ne sta in disparte e parla solo quando viene il momento... e questo è il nostro caro amico Luciano, che puntuale, immancabile arriva con un suo intervento per mettere in luce qualcosa che si esprime in modo personale, intimo, dimesso ma non per questo non importante, anzi... Pubblichiamo con gran piacere, come sempre quanto ci comunica...
grazie Luciano, sei una pedina fondamentale del nostro essere...
BOTTAZZO, 20 MARZO 2013
Cari amici centogiornisti,
domani è il 21 marzo, il primo giorno di
primavera e l’ultimo, il centesimo di questa bellissima rincorsa iniziata il 12
del 12 del 2012 alle ore 12. Il Librone parla chiaro del successo che ha avuto
questa 3^ follia degli incommensurabili amici de Le Vie del Carso, basta
leggerne i numeri e sfogliare i dati sulle pagine ogni giorno più umide, per il
tanto sudore lasciatovi ma anche per le intemperie che hanno contraddistinto
questi giorni scanditi per lo più da pioggia, vento e neve; il sole si è
ricordato solo ogni tanto che anche lui è parte della vita di questo nostro
piccolo universo. Di sudore ne è rimasto tanto anche lungo i sentieri per e da
Bottazzo, soprattutto quelli in salita, sulle cui balze sono rimaste impresse
anche le emozioni più forti e vive.
La maggior parte di presenze le ho fatte al
buio riscoprendo un mondo, quello notturno, e soprattutto un modo di vivere la
natura che si cela, ormai sopito da decenni, da quando bambino avevo cominciato
ad avere paura del buio ovvero dei misteri che avrebbe potuto contenere.
Fantasia, soltanto atavica fantasia che mano a mano gli occhi di queste notti
cercavano di riprendersi, io invece scoprivo la realtà di un silenzio fatto
soltanto di piccoli, fuggevoli rumori e di piccoli, impercettibili bagliori.
Ma tutte le sensazioni, le impressioni, le
emozioni vissute e provate in questo periodo le ho riportate su un diario moooolto
personale che appena riuscirò ad attivare il mio blog vedrete pubblicato assieme
a qualche significativa foto, così se avrete piacere di riprovare qualche
sensazione che mi auguro abbiate anche voi provato in questi giorni potrete
dare un’occhiata.
Oggi è il 99° giorno utile della “ sfida “,
per me e per altri sei compagni di “ fuga “. Tranquilli, so che di sfida non si
è trattato ma di fuga sicuramente sì ed è bello pensare ad un’evasione totale
dalla oppressione quotidiana; non vi dico quante volte, approssimatomi all’inizio del cammino, il mio grido
d’entusiasmo si è levato alto in cielo e il largo sorriso si è trasformato in
lacrima emotiva.
La mia compagna più fedele è stata Perla, la
cagnetta che per 65 volte ha annusato in lungo e in largo tutti gli odori della
Valle e dintorni, a lei che non so se potrà mai comprendere il significato di
tutto ciò ho riservato e riserverò tutte le coccole di questo mondo. Che dire
della mia compagna di vita che volente o nolente, ( propendo più per la prima
ipotesi ) è venuta, con me ma anche senza di me, per 50 volte a Bottazzo. Il
mio è stato un intimo piacere, forse non del tutto manifestamente espresso, ma
i 100 giorni di Bottazzo hanno fatto bene anche all’amore.
Domani è il 21 marzo, il primo giorno di
primavera e l’ultimo, il centesimo di questa bellissima rincorsa iniziata il 12
del 12 del 2012 alle ore 12, ebbene, il mio centesimo giorno l’ho consumato
oggi. La 99^ firma per me vale 100 ! Mi fermo qui.
Sin dal primo giorno mi sono detto che
stavolta, a meno di accidenti vari ( come per il M.Carso e il Cocusso ), avrei
fatto tutti i 100 giorni. Ma un po’ alla volta, scandendo i giorni e le notti,
si è fatta strada in me la consapevolezza di questa mia decisione: mi sarei
fermato al 99° giorno. Mia moglie mi ha detto subito “ te son tuto mona “, mia
figlia, scuotendo il capo mi ha dismostrato la sua perplessità, mio figlio, al
contrario, ha esclamato “ grande! “. A quale delle tre reazione dare ragione o
torto, forse a nessuna delle tre perché l’unica realtà che conta è l’idea
personale che mi sono fatto per decidere di rinunciare alla 100 ^ firma.
Se uno non ha problemi fisici e di salute, se
uno ha tempo a disposizione ( leggi è in pensione ), se uno non lo ha ma lo
trova rinunciando a fare altre cose ( leggi come il sottoscritto ), se uno
trova di che condividere l’idea con degli amici, se uno è appassionato di
natura in generale e dell’ambiente alpino in particolare, se uno, come già
detto, sente il bisogno di evadere dallo stress di ogni giorno, se uno ha un
minimo di volontà, se uno ha tutte queste possibilità non farà fatica ad andare
per 100 giorni consecutivamente fino a Bottazzo; potrà andarci anche 200 volte
o anche di più, basta che ne abbia semplicemente voglia.
Da quasi 40 anni vado in montagna e sono
salito su diverse cime, perché l’idea principale di chi va in montagna è quella
di …conquistare assolutamente una vetta e non semplicemente il godersi la
montagna standoci, in un bosco, sulla riva di un ruscello, sdraiato su un prato
a primavera, beandosi delle suggestioni di un ambiente innevato. No! Bisogna
salire la vetta del monte costi quel che costi. L’Everest insegna, dove già
sulla via normale hanno trovato la fine tanti alpinisti che proprio per quel “ costi
quel che costi “ non hanno né voluto né saputo rinuciare. In quasi 40 anni di
montagna tante volte ho preferito rinunciare alla conquista di una vetta per
riconquistare il diritto a tentarne la scalata la volta successiva. Ma quanto
mi è stata di peso quella rinuncia? Assolutamente niente perché ero preparato
anche a quella eventualità. Quanto mi sarà di peso la mancata centesima
presenza a Bottazzo ? Niente, perché “… se uno ha tutte queste possibilità non
farà fatica ad andare per 100 giorni consecutivamente fino a Bottazzo; potrà
andarci anche 200 volte o anche di più, basta che ne abbia semplicemente
voglia. “ ; ma avrà la forza di rinunciare a un passo dalla…vetta ?
Bottazzo, come la montagna rimane al suo posto, sono io che mi sposto a mio
piacimento, che decido di morire a 1 metro dalla cima o di andarci in altra
occasione, quando mi sarà concesso. Ogni giorno la vita ci riserva delle
rinunce più o meno accettate, un amore impossibile, un acquisto importante, una
promozione facile, un viaggio straordinario, un lavoro che, ahimè, viene a
mancare; ma quanto siamo disposti a mettere sul piatto pur di non perdere l’oggetto
del desiderio ancorchè di necessità? La nostra vita? Chissà, forse anche sì.
Allora è meglio tenere da parte una cartuccia, la centesima, da “ sparare “ in
altra occasione, potrei averne maggior bisogno.
Amici, vado a concludere ringraziandovi tutti
della splendida compagnia, è stato un viaggio stupendo.
Un caloroso abbraccio
LUCIANO COMELLI
C.A.I.-S.A.G.
MUGGIA
P.S. : Venerdì 22 marzo, di mattina, sarò a
Bottazzo per prendere un aperitivo, se qualcuno
ha piacere di farmi compagnia ci vediamo intorno alle 11.00
"Arivo"
Mentre il film scorre, le battute sagaci mordono, i flash back iniziano ad avvicendarsi... i ricordi ritornano... oggi è il 25, il palcoscenico è oramai spazzato e quasi riordinato, si iniziano i preparativi per l'ultima scena, il granfinale... Il 12 dicembre 2012 è oramai lontano, il tempo è volato in banchi di neve, fiumi d'acqua, nuvole acquose avvolgenti,... c'è stato tempo per il sole, per giornate di luce, per incontri nuovi, per intimi, solitari silenzi, per risonanti e grasse risate di gruppo... la luna piena e le zipke hanno alimentato la luce interiore a volte timida e sfocata... si arrivava scarichi ma la Valle non tradiva mai, ti faceva ritornare sereno, carico, a volte anche felice... 100 giorni, 100 emozioni diverse, una per ogni firma, una firma ripartita per giorni e giorni... goccia, dopo goccia il tempo ci ha portati alla fine, a una scritta finale su uno straccio bianco appeso fuori dalla trattoria che ci ha fatto da base..."Arivo"... eccoci! ci siamo, il finale strappa sempre qualche lacrima salata, meglio lasciare una comitiva festante, un misto di anime diverse, mai pensato prima, una sprizzante voglia di essere assieme e divertirsi... La sfida ha portato sei bottazzari più uno in meta, sei persone che hanno tenuto duro alle avversità di ogni giorno, però questi sei non sono molto diversi da chi conta 99, 90, 80, 50, 40, 20, termine ultimo per entrare in classifica, ma anche di meno, perchè l'importante era provarci, mettere in moto il proprio corpo e andare, assaporare almeno una volta il piacere di camminare per una natura semplicemente unica dove passo, dopo passo ti puoi spogliare dei pesi che il quotidiano ti appioppa senza permesso. E' stato un onore condividere, convivere con una moltitudine arrivata a 4467 firme, un'emozione vissuta nella massima libertà di movimento. Ringraziare tutti è un rituale d'obbligo, da sfumature anche un po' retoriche se si vuole ma doverose, perchè solo così si è riusciti a creare qualcosa di unico, impresso pure in tantissimi scatti dai connotati magicamente sfumati dove tu sei una parte di un tutto che si chiama 100 giorni a Bottazzo! (la Pres!)
NB: mega festa finale per i partecipanti a questa sfida venerdì 19 aprile 2013, ore 19 presso la sala del circolo sloveno di Bagnoli vicina al monumento sulla strada principale... vigerà l'OPQ (ognun porta qualcosa), preparate manicaretti gustosi e accattivanti e sarete premiati ma soprattutto intervenite con la stessa gioia e passione che avete dimostrato in questi meravigliosi giorni.
NB: mega festa finale per i partecipanti a questa sfida venerdì 19 aprile 2013, ore 19 presso la sala del circolo sloveno di Bagnoli vicina al monumento sulla strada principale... vigerà l'OPQ (ognun porta qualcosa), preparate manicaretti gustosi e accattivanti e sarete premiati ma soprattutto intervenite con la stessa gioia e passione che avete dimostrato in questi meravigliosi giorni.
Primavera è alle porte, ci siamo quasi... e come ogni anno eccoci davanti a un gruppo di piccoli scatenati, che impazienti ed esuberanti, vogliono pedalare... E che giornata! Uno squarcio di sereno dopo tanta acqua, una giornata meravigliosa, freddina ma luminosa. Io e Fabio, la prof. Beatrice con Lorenzo e il prof. Fabio ci siamo divisi il plotone composto nettamente da due parti: i pratici e i meno pratici. Solito rituale: selle da controllare, catene saltate, marce ufo per pendenze lievi... ma si va, e le gambe iniziano a girare, eccome! Ma qualcuno fatica, anzi, più di qualcuna ma si arriva al casello Modugno e poi a Draga... due gruppi, uno su sentierino, uno per strada... foto di gruppo in vedetta s. Lorenzo e poi giù, in volata verso la ciclabile e di nuovo sulla strada del ritorno...meraviglioso contatto con i giovani, il piacere di fare un'opera di volontariato che porta i cuccioli in natura attraverso lo sport e il divertimento...alla prossima, ragazzi!
Classifica 80 giorni 1/03/2013
80 ANDREA POZZER
80 MARINA
POSTOGNA
80 ALESSANDRO
MAHNICH
80 FULVIO DE
MUJA
80 LUCIANO
COMELLI
80 LUCIO MARALDO
80 NADIA
MILIEVICH
79 ELISABETTA
GREGORI
75 JURE
75 ANDREA COMARI
70 HERVAT EUGEN
69 MASSIMO
CRISIANI
67 FABIO ALCE
FABRIS
66 MICHELA
TAVERNA
62 MAURO TRAVAN
61 ROBERTO
GIACOMINI
55 PAOLA
CARDINALE
51 DARIO BRACCO
50 STEFANO
TONEGUTTI
49 MARCO KRALJ
49 LENA MAHNICH
49 STEFANO
GREGORI
47 GIANNA
VISINTIN
44 INES PUZZER
44 ANDREA COVA
44 LUCA LATIN
42 RENATO SANCIN
40 STELLIA MAURI
38 MARINO
RUZZIER
38 ARIELLA VIDO
36 PAOLO BAXA
36 NORMA
TASCHIERI
35 LUCIANO
MILIEVICH
33 CAMOSCIO DEL
CARSO
32 LAURA MAIZAN
31 LAURA
SGAMBATI
30 RITA
MOTTADELLI
30 PAOLO MAROTTA
29 IGOR STOSSI
28 ALBERTO BIAGI
28 GABRIELE
TORRISI
27 FULVIO STRAIN
26 BOBO VITTORI
26 ROBERTO
FURLAN
25 STEFANO
ARTICO
24 FABIO TOPO
GIANDON
24 MARCO BOCCIAI
24 SUSY FURLANI
23 MARCO BERTOLI
23 CLAUDIO
STERPIN
22 FRANCESCO
SOTGIU
22 MARCO BERTOLI
21 PAOLO
CATALANUTTI
21 MARIO DEL
CONTE
21 MASSIMO
FERRETTI
21 GIULIANA
SUPLINA
20 GIULIO FURLAN
20 AGNESE TRAVAN
20 MARCO ZAROTTI
Non so quante volte...
Non so quante volte mi sono detta: "oggi no!, oggi non ho voglia"... La mia vita e' continuata normalmente o almeno così credevo..." oggi ho un mare di cose da fare e non ce la faccio ad infilare anche la Valle..." scuse, solo propositi... Passate le dovute ore dietro a una cattedra sempre più grigia e muta, mi ritrovo in strada con uno strano sentore, una tentazione che cerco di ignorare andando a fare velocemente la spesa..." perché poi mi affretto per comperare pane, latte e altri viveri pur necessari?" mi accorgo che tutto prende un ritmo accelerato, una danza sinuosa con il passaggio in posta e l'appuntamento al bancomat. Guido verso un'unica direzione, l'est e' un sottile richiamo che inconsciamente mi porta a Mocco, meta delle mie partenze quando il tempo e' corto... Ma allora, come mai sono qua? Ascoltando la radio mi sono lasciata andare, la mia mente si e' persa nei meandri della musica e la mia Dacia ha fatto il resto... Forza Nadia, le scarpe da corsa fremono li nella borsa, il tempo corre, fra nemmeno un'ora Ninetta ti aspetta fuori da scuola e se non arrivi puntuale la maestra ti impala... Ok, vado, mi cambio velocemente e vado... Per fortuna ho tutto pronto in macchina... Gomma da masticare in bocca, un klik dietro alle spalle e vado... In ritardo mi ricordo di guardare l'orologio, come sempre... E chi se ne importa, come sempre... Ma non sono tranquilla, devo andare con ritmo e i miei piedi si avviano sempre piu' veloci...difficile camminare, devo correre, espiare quasi nella velocità la parentesi di aria fresca che il mio corpo ha voluto per me nel caotico ritmo della mia giornata...un libro, una firma, un'altra di una serie sempre più lunga finora ininterrotta... La salita taglia gambe e' l'espiazione, inversamente proporzionale al tuo fiato...la ferrovia ti rida' ossigeno. L'orologio una spada di Adamocle... Vai, allora, lasciati andare, pesta il sedime come lo faceva lei, l'elegante signora, vestita di nero, che ancora fuma nei ricordi impressi nei sassi... Gli occhi si emozionano nel vento generato dagli arti scatenati... Un crescendo felice di pace e piacere, di sudore e calore interrotto brutalmente da un klik... Il motore si accende, dieci minuti e il sorriso splendente di Nina, dietro al vetro del portone della scuola, e' la soddisfazione profonda di aver vinto la mia sfida quotidiana con una semplice firma... un salvavita lungo 100 giorni di nome Bottazzo....
carnevale a... Bottazzo
E allora, dove si va sabato di carnevale? I grandi ritrovi più o meno danzanti stanno diventando luoghi non adatti a noi anime libere e parzialmente selvatiche, non più giovanissime e quindi bisogna trovare qualcosa che ci permetta di passare un paio d'ore in felice compagnia, senza stress, liberi di essere noi stessi... La magica coppia Sandrino seduto e Crostoly Jane sono di voglia, chiedono un ritrovo a Bottazzo, sono disponibili a friggere crostoli fin dal mattino... un post veloce sulla nostra pagina fb, con assoluta libertà di consumazione, di vestito ma non di voglia di esserci che si richiede almeno a buon livello. La serata parte alla grande, si uniscono i tavoli per formare un grande quadrato dove tutti possano essere vicini, fossimo a Camelot saremmo stati tutti attorno al tavolo questa volta rotondo per ricoprire lo stesso ruolo di uno spettacolo senza prime donne... Il tenore sale, il divertimento pure, fuori un leggero pulviscolo iniziale si è trasformato in una grassa danza bianca che avvolge di dolcezza questa famigliare serata, partita con un gran rebus: verrà qualcuno? A tanti è piaciuto il post ma nessuno ha scritto la sua adesione... ma siamo franchi da impegni ufficiali con la gestrice dell'osteria, quindi bene, possiamo partire... e invece.. con gran sorpresa la tavola conta 20 cavallieri che esprimono se stessi in battute e canti da trasformare il locale in una sala da musikbar umano... alla fine si lascia il locale con qualche amaro in bocca extemporaneo, piovutoci improvviso dal cielo ma le foto scattate non si possono cancellare, rimangono fedeli testimonianze di una serata diversa, speciale vissuta nel bunigolo del mondo, Bottazzo!
Classifica 50 giorni 30/01/2013
50 Andrea Pozzer
Luciano Comelli
Marina Postogna
Lucio Maraldo
Alce
Nadia Milievich
Fulvio de Muja
Alessandro Mahnich
49 Andrea Comari
Elisabetta Gregori
48 Jure
45 Mauro Travan
41 Eugen Hervat
39 Michela Taverna
38 Roberto Giacomini
36 Massimo Crisiani
34 Stellia Mauri
Dario Bracco
33 Paola Cardinale
32 Stefano Tonegutti
28 Renato Sancin
Lena Mahnich
27 Gianna Visintin
Marco Kralj
Ines Puzzer
25 Andrea Passerini
Alessia Vido
24 Igor Stossi
Laura Maizan
23 Luciano Milievich
22 Rita Mottadelli
Roby Furlan
21 Camoscio del Carso
Stefano Artico
Paolo Baxa
Laura Sgambati
20 Norma Taschieri
Marino Ruzzier
Paolo Marotta
In caso di rettifica nomi ed eventuali contestazioni scrivere a bigalce@iol.it
Luciano Comelli
Marina Postogna
Lucio Maraldo
Alce
Nadia Milievich
Fulvio de Muja
Alessandro Mahnich
49 Andrea Comari
Elisabetta Gregori
48 Jure
45 Mauro Travan
41 Eugen Hervat
39 Michela Taverna
38 Roberto Giacomini
36 Massimo Crisiani
34 Stellia Mauri
Dario Bracco
33 Paola Cardinale
32 Stefano Tonegutti
28 Renato Sancin
Lena Mahnich
27 Gianna Visintin
Marco Kralj
Ines Puzzer
25 Andrea Passerini
Alessia Vido
24 Igor Stossi
Laura Maizan
23 Luciano Milievich
22 Rita Mottadelli
Roby Furlan
21 Camoscio del Carso
Stefano Artico
Paolo Baxa
Laura Sgambati
20 Norma Taschieri
Marino Ruzzier
Paolo Marotta
In caso di rettifica nomi ed eventuali contestazioni scrivere a bigalce@iol.it
Classifica relativa al 30° giorno 10/01/13
30 LUCIANO COMELLI
30 POZZER ANDREA
30 FULVIO DE MUJA
30 LUCIO MARALDO
30 ALESSANDRO MAHNICH
30 MARINA POSTOGNA
30 NADIA MILIEVICH
30 ALCE
29 ANDREA COMARI
29 ELISABETTA GREGORI
28 JURE
27 HERVAT EUGEN
25 MAURO TRAVAN
24 IGOR STOSSI
23 MICHELA TAVERNA
22 STELLIA MAURI
22 JACK GIACOMINI
17 PERSONAGGI IN CLASSIFICA
PROSSIMA CLASSIFICA: al 50esimo giorno
Regolamento concorso fotografico "100 giorni a Bottazzo".
1) Il concorso fotografico è riservato a tutti coloro che avranno posto almeno
una firma sul libro delle presenze a
Bottazzo dal 12.12.2012 al 21.03.2013 nell’ambito della manifestazione “100 giorni
a Bottazzo”. Il concorso si sviluppa su 2 sezioni:
a)
foto originali
b)
foto elaborate
Nella sezione “foto originali” è ammesso un
impercettibile fotoritocco così come la
regolazione del colore; in entrambe le sezioni non sono ammesse foto con firme,
filigrane o contrassegni visibili
nell’immagine o immagini ritenute offensive, secondo la sensibilità e
l’insindacabile giudizio della giuria;
2) Ogni autore potrà presentare con il limite
massimo di n° 2 foto originali e n° 1 foto elaborata, che dovranno essere presentate in formato jpg. Sono
ammesse sia foto in bianco e nero che a colori dalle dimensioni minime del lato
minore di 1000 px e dal peso massimo di ogni singola foto di 5MB; ogni
file dovrà essere rinominato nella
seguente maniera: nome.cognome.originale e nome.cognome.elaborato;
3) Le foto dovranno essere scattate
esclusivamente tra il 12.12.2012 ed il 21.03.2013;
4) Le foto dovranno essere inviate entro
domenica 24 marzo al seguente indirizzo
email:
bottazzo100scatti@yahoo.it
5) Le opere possono essere candidate solo da
parte del loro autore, il quale candidando l’opera dichiara e garantisce di
possedere tutti i diritti sull’opera, e che
questa non lede alcun diritto di terzi e
non viola nessuna legge vigente, dichiara e garantisce inoltre di essere
titolare di ogni diritto morale e patrimoniale d’autore. In ogni caso l’autore
solleva l’organizzazione da tutte le responsabilità, costi e oneri di
qualsivoglia natura che dovessero essere sostenuti a causa del contenuto
dell’opera.
6) La partecipazione al concorso è totalmente
gratuita;
7) Le fotografie verranno esaminate dal
giudice nominato nel regolamento " I 100 giorni di Bottazzo", il
cui giudizio è insindacabile;
8) Come comunicato nel Regolamento de "
I 100 giorni di Bottazzo", i migliori
scatti saranno pubblicati sul blog
delle vie del Carso "www.leviedelcarso.blogspot.com" ed
eventualmente esposti presso circoli e gallerie; eventuali comunicazioni
relative al concorso ed alle premiazioni verranno comunicate sia sul blog che
sul sito Facebook "I 100 giorni di Bottazzo".
9) Le foto dei vincitori delle due sezioni (miglior
foto originale e miglior foto elaborata) saranno esposte in forma permanente
presso l’Antica Via del Sale a Bottazzo.
Buoni scatti a tutti!
Semplicemente fa-vo-lo-so!
Semplicemente
fa-vo-lo-so! Una serata veramente unica con condizioni meteo strepitose per un
Jama-Bottazzo-Jama indimenticabile. L’appuntamento con Fabio mio fratello è per
le 16.50 a Jama e già in automobile mentre mi avvicino, dalla metà in su il
costone del Monte Carso, dalla cima a San Servolo mi appare completamente
bianco, segno che la neve è scesa ripetutamente e si è fermata sulla natura di
questo luogo. Andiamo su per la Linea Verticale, quella che passa per la
Vedetta di Crogole, segue il sentiero 1 e lo abbandona per il bianco-azzurro
fino a uscire sulla Sella del Parapendio e poi al Ricovero. Il percorso è uno
spettacolo forse perché mai mi è capitato di vedere gli alberi che guardano il
mare così carichi di neve e per terra quasi 20 cm di neve compatta.
MERCOLEDI’ 16 GENNAIO 2013 - Luciano Comelli
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