2014 - 2015

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Monte Carso: una sfida lunga un anno


La storia è nata come sempre davanti a una birra, complice la caduta dei confini, la nascita di una associazione “Le vie del Carso”, la voglia di vivere e proporre sempre costantemente nuovi giochi.
In concomitanza con la oramai classica camminata, denominata B3 (Bottazzo, Beka, Bagnoli) per ricordare il giorno della caduta dei confini (21 dicembre 2007) è stata posto presso la cima del Monte Carso, per pochi metri in territorio Sloveno, un contenitore con un libro di vetta, per segnare i passaggi giornalieri di podisti ed escursionisti. Nulla di nuovo, in tutti i rifugi e le cime delle Alpi ci sono persone che assiduamente frequentano il monte e il rifugio in questione, sfidandosi in singolar tenzone, annotando sul libro di turno, con precisione maniacale, le salite effettuate che per qualcuno risultano 365 e anche più. A Trieste città di mare e di monti non era mai successo una cosa del genere. La sfida triestina è partita con un passaparola in un ambiente particolare, quello della corsa in montagna, ma ha attecchito anche sugli escursionisti amanti della valle, e sugli abitanti dei paesi vicini alla cima, sia in Italia che in Slovenia. La classifica curata ogni mese dalle Vie del Carso, viene pubblicata sul Blog dell’associazione (leviedelcarso.blogspot.com). Attualmente gli “aficionados” di questa panoramica cima sono circa un centinaio, ed hanno collezionato dalle 10 alle 246 salite attuali, numero che si modifica ogni giorno in modo stupefacente. Non una gara ma un gioco, una vera sfida con se stessi.
Per qualcuno simili iniziative sono considerate semplici follie, per chi invece è abituato a vivere intensamente queste cose sono semplici stimoli per allenarsi con intensità, per vivere e salvaguardare il territorio. Quando si riflette a lungo la propria immagine nello specchio, dopo un po’ ci sembrerà di incontrare una faccia nuova, così è per i sentieri di questo monte, che offrono nel corso delle quattro stagioni, situazioni, sensazioni e colori diversi e particolari. La fine di questa singolare sfida è prevista per domenica 19 dicembre, giorno in cui si effettuerà un‘ultima salita collettiva e verrà ritirato il libro di vetta e sostituito con quello ufficiale del Club alpino Sloveno di Koper – Capodistria. Il giorno dopo partirà una nuova avventura su un monte del comprensorio carsico…ma di questo parleremo più avanti….

Monte Carso/Vrh Grize

Tramonto dal Monte Carso

Molte sono le possibilità per raggiungere la cima in questione, che offre sicuramente uno dei più bei panorami della provincia di Trieste. Di seguito vi descriviamo quella che vi consentirà di fare una vera gita dal sapore “montano”, con vista continua sulla città e sul mare.
Si parte da Bagnoli, capolinea della linea 40. Dalla piazza del paese si supera il ponte sul Rosandra, arrivando presso l’area ricreativa Jama nei pressi dell’Antro di Bagnoli (a giugno sagra del paese). Presso il piccolo ponte (cartelli) che porta all’allevamento di salmoni – rigobojnica – inizia l’itinerario.
Il sentiero recentemente sistemato con passerelle per attraversare una zona di calanchi porta, proseguendo sempre per la traccia principale, al paese di Crogole, dove si incontrano i segnavia Cai 46 a che si seguono fino alla Vedetta di Crogole. Appena fuori dal paese cartello esplicativo sulla riserva regionale della Val Rosandra (si va a sinistra). Nei pressi della vedetta si incontra il sentiero n 1 proveniente da Dolina, che si segue nella sua successione di faticosi gradini, con altrettanti scorci panoramici mozzafiato..in fredde e terse giornate invernali è incredibile la vista sulle lagune di Grado e Marano e su tutto l’arco alpino. Raggiunto l’altopiano, mentre il sentiero n. 1 scende verso il rifugio Mario Premuda, si prosegue diritti per pochi metri fino ad imboccare sulla dx il segnavia bianco – celeste che porta verso la cima del monte Carso. Usciti su una carrareccia più marcata si prosegue in salita e in breve si raggiunge la zona dell’ex caserma italiana oltre confine. Nei pressi di una tettoia costruita con materiale eco-compatibile trovato in loco si trova il contenitore con il libro di cima. Se frequentate per la prima volta questo luogo, scrivete il vostro nome e vicino il numero 1…se ritornerete segnalerete le vostre presenze ogni volta in cima (2-3-4..usw.). C’è anche un libro di pensieri dove potete scrivere le vostre impressioni. Le più belle saranno poi pubblicate sul nostro blog.
In cima fermatevi un po’ a sentire i venti e le bandierine di preghiera sventolare, osservate il panorama… sicuramente arriverà qualcuno che si fermerà a firmare e facilmente scambierà con voi le impressioni sulla salita appena effettuata. Si riprende quindi scendendo verso la grande sella, rampa di lancio di parapendii, che nelle giornate favorevoli colorano il cielo con le loro vele multicolori. Dalla sella si scende verso destra; ben presto si incontra una cappelletta votiva e poi via, giù, per sei tornanti sino ad incontrare nuovamente il sentiero 1 a monte della vedetta di Crogole. Da questo punto l’itinerario è lo stesso di quello di salita.
fabio fabris alce
(pubblicato su Bora.la)


1 commento:

  1. Il nostro fedele amico e grande sostenitore, Sergio Ollivier, ha scritto questo commento su il suo gruppo Fb Escursioni nei dintorni di Trieste:
    "L'amico Fabio Fabris (Alce) mi segnala questo articolo della rivista "Bora" che parla del monte Carso.
    Noi ci andremo in comitiva domani, con la gita di chiusura della Trenta Ottobre. E saremo orgogliosi di scrivere anche il nostro nome sul "libro di vetta".
    Evviva le escursioni nel nostro magico Carso e un grazie per la segnalazione al grande Fabio (Alce)."
    Grazie, Sergio!

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